È da tempo riconosciuto come la presenza di indicazioni visive possa agevolare in modo determinante l’esposizione, la comprensione e l’assorbimento dei concetti. E, perché no, rendere più chiara la loro formulazione o magari suggerire chiavi di lettura impreviste, come sottolineato anche su instantshift e da David McCandless su TED.
La pratica della traduzione delle informazioni in una sintesi visiva ha una lunga tradizione che risale al XVII secolo.
Dopo i primi esempi di grafici scientifici, è nella stampa che la visualizzazione delle informazioni ha trovato la sua applicazione più intensa e diffusa: quotidiani e periodici hanno preso la consuetudine di rafforzare le argomentazioni dei propri articoli con illustrazioni a supporto di indubbia efficacia: la rivista Good ne può vantare un repertorio impressionante.
Schemi, diagrammi e mappe concettuali offrono visioni d’insieme di dati complessi e non è azzardato riconoscere che ha preso forma una nuova disciplina, un’arte le cui opere sono tanto meglio riuscite quanto più la loro decifrazione risulta netta e immediata.
Per arrivare ad introdurre il movimento, il passo è stato breve e dalla metà del secolo scorso ad oggi le animazioni sono sempre più elaborate e raffinate, soprattutto nel genere dei documentari, che ne costituiscono l’ambito naturale e ne fanno un utilizzo via via più esteso e approfondito, ed anche in contesti meno consueti. Giusto per citare alcune realizzazioni: I.O.U.S.A. e Beautiful Lab.
Anche in rete, gli esempi abbondano ed anzi si moltiplicano. Su tutti, infografiche di rara bellezza che combinano un impatto visivo di indubbio valore alla forza della conoscenza. Le raccolte più complete e importanti si trovano su visualcomplexity e information aestethics.
In molte occasioni, data la natura dei dati presentati, non sono soltanto una valida maniera di comunicarli ma addirittura quella che garantisce la massima efficacia.
Sul piano formale, le rappresentazioni più elaborate e interessanti sono il frutto di un lavoro meticoloso su dati estremamente significativi e per questo si riscontrano principalmente nel mondo accademico e della ricerca (da segnalare Density Design) o delle esposizioni (ImpulsBauhaus, Autostadt Mobiglobe). Installazioni multimediali, spesso dotate di interfaccia tattile, costituiscono lo stadio più avanzato di espressione ma anche la tecnologia dei browser è pronta per presentare elaborazioni dinamiche e in tempo reale da un sito web agli schermi di tutti i computer: vedi Eurovision 2009 results, Diseasesome e Gephi.
Il mondo degli affari e della pubblicità, invece, sembra non aver preso sul serio la questione e non aver ancora colto l’occasione.
Il progetto Web Trend Map è centrato sul mercato, offre un saggio delle potenziali applicazioni ma è piuttosto trasversale.
Da un lato, sebbene grazie a servizi come slideshare stia prendendo piede un approccio che favorisce la strutturazione visiva delle informazioni, non si è ancora affermato un adeguato canone di riferimento, probabilmente perché si tratta in gran parte di dati a circolazione interna; d’altra parte l’insistenza sugli accenti emozionali del marketing è tuttora ben salda e dominante.
Tuttavia, entrati ormai a pieno titolo nell’epoca del consumo informato e consapevole, anche in questo settore i tempi potrebbero essere maturi per esperimenti più coraggiosi.
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